I benefici della capsaicina e dei suoi effetti benefici sulla salute

  • Anti-cancro
  • contro la calvizie
  • Il sollievo dal dolore
  • contro l'artrite
  • Antinfiammatori
  • la digestione
  • La perdita di peso, soppressore dell'appetito
  • azione antiossidante
  • diabete Anti, il colesterolo
  • aumenta l'immunità
  • Disintossica il corpo, aiuta a eliminare i rifiuti
  • Protegge le ulcere dello stomaco peptica

La capsaicina può aiutare a prevenire il cancro, combattere il diabete e persino alleviare il dolore, tra le altre cose. La capsaicina fa parte di una famiglia di molecole chiamate vanilloidi. Molecole antitumorali, raggiungono questo obiettivo aderendo letteralmente alle proteine ​​dei mitocondri, organelli essenziali alle cellule, provocando così la morte di queste ultime. Ma la cosa più notevole è che il vanilloide uccide le cellule tumorali senza danneggiare le cellule sane che circondano il tumore.

La capscaina elimina i batteri Helicobacter pylori nello stomaco che causano infiammazione allo stomaco e predispongono al cancro del pancreas.

Conosciuta come il sapore pungente dei peperoncini, la capsaicina è responsabile della loro sensazione di calore. Ad eccezione del peperone, la capsaicina è generalmente sinonimo di peperoni. È anche uno dei componenti del pepe di Caienna, che lo rende così benefico.

Con una ricerca massiccia e in continua evoluzione, non c'è dubbio che la capsaicina possa rivoluzionare più di un metodo di trattamento tradizionale in campo medico.

Cosa capsaicina?
La capsaicina (o capsicina) ei suoi derivati ​​sono responsabili della sensazione di caldo del peperoncino, oltre ad avere attività antiossidante. Inoltre, studi sull'uomo dimostrano che la capsaicina nel peperoncino provoca un aumento del metabolismo basale dopo l'assunzione di cibo. La capsaicina di pepe ha anche dimostrato negli esseri umani di aumentare la sensazione di pienezza e diminuire l'assunzione di cibo. Combinati con uno stile di vita sano, questi effetti a breve termine dei peperoncini possono essere un ulteriore vantaggio per le persone che guardano il proprio peso corporeo. Infine, sebbene la ricerca abbia talvolta ipotizzato il contrario, sempre più studi concordano sul fatto che la capsaicina rivelerebbe proprietà in vitro e negli animali che possono contribuire alla prevenzione del cancro.

Una volta che la molecola della capsaicina si lega al recettore TRPV1, il cervello viene segnalato che si sta verificando un evento caldo o bruciante e, a sua volta, provoca una lieve reazione infiammatoria destinata a riparare le cellule colpite. È probabilmente attraverso questa reazione che si verificano molti dei benefici della capsaicina.

Top benefici della capsaicina
1. Per il trattamento del cancro
È uno strumento importante nella lotta contro il cancro, avendo effetti antitumorali e protettivi contro diversi tipi di cancro, in particolare cancro ai polmoni, cancro allo stomaco, linfoma da versamento primario, cancro al seno, ecc.
Tra i molti benefici della capsaicina, gli studi hanno dimostrato che può aiutare a combattere il cancro.

Ad esempio, vari studi dimostrano che la capsaicina può combattere efficacemente il cancro alla prostata, incluso uno studio del 2006 della UCLA School of Medicine che afferma che ha un "profondo effetto antiproliferativo" su questo tipo di cancro. I ricercatori hanno scoperto che l'assunzione di capsaicina per via orale ha inibito in modo significativo la diffusione delle cellule di cancro alla prostata e ha causato l'apoptosi (morte cellulare) in più di un tipo di cancro alla prostata.
Allo stesso tempo, secondo uno studio condotto dal ricercatore Sanjay Srivastava dell'Università della Pittsburgh School of Medicine, somministrandola a “topi con pancreas, la capsaicina organica ha l'effetto di uccidere le cellule tumorali per apoptosi, che ne riduce notevolmente le dimensioni di tumori ", ha detto.

In uno studio sui gerbilli, gli scienziati hanno anche scoperto che la capsaicina era efficace contro la gastrite indotta dal batterio H. pylori, un'infezione dello stomaco causata da batteri che entrano nello strato mucoso interno. Questo problema è di particolare preoccupazione nei paesi in via di sviluppo dove le condizioni di vita non sono molto buone e dove i batteri H. pylori sono più diffusi. La capsaicina, insieme alla piperina, in questo studio ha diminuito l'infiammazione causata dal virus, e quindi è stata considerata un modo utile per prevenire potenzialmente la fase successiva di questa infezione batterica: il cancro gastrico.

La capsaicina può anche funzionare contro il cancro al seno, il secondo tumore più grave nelle donne. Era chiaro da tempo che la capsaicina poteva causare l'apoptosi in specifiche cellule di cancro al seno, ma un altro studio innovativo pubblicato in Corea del Sud alla fine del 2015 ha scoperto che la capsaicina potrebbe anche aiutare a uccidere un altro tipo di cellula: le cellule staminali del cancro al seno.

Questo risultato è particolarmente importante perché le cellule staminali che rimangono dopo la morte di altre cellule tumorali sono responsabili della recidiva della malattia.

La capsaicina è stata studiata a lungo insieme al suo impatto sul linfoma da versamento primario (PEL). Questa forma di linfoma non Hodgkin è rara ed è collegata all'HIV.

C'è anche una ricerca che suggerisce che la capsaicina può aiutare a ridurre le dimensioni e la frequenza di alcuni tumori polmonari.

Per la ricerca, i trattamenti con la capsaicina, in combinazione con altri alimenti utili, sono un potenziale trattamento per diversi tipi di cancro. È stato scoperto che hanno effetti positivi sulla contrazione dei tumori, sulla prevenzione delle metastasi e sulla causa dell'apoptosi in diversi tipi di cancro. Possono anche, in primo luogo, potenzialmente prevenire l'insorgenza del cancro.

La capsaicina è anche utile per il trattamento del cancro oltre alle cellule tumorali. È anche disponibile in forma di capsule, che viene utilizzato per una varietà di condizioni, che sono effetti collaterali comuni della chemioterapia e della radioterapia.

2. Diminuisce l'impatto della cefalea a grappolo, mal di testa
L'uso della capsaicina è una tecnica comune per alleviare il dolore. Questo analgesico naturale può essere utilizzato come rimedio specifico contro il dolore, generalmente sotto forma di capsule contro la cefalea a grappolo. A differenza del mal di testa o dell'emicrania, questi mal di testa ricorrenti e specifici sono descritti dai più come il peggior dolore di sempre, con alcune donne che paragonano il dolore al parto.

Sebbene raro, il mal di testa a grappolo è debilitante e può durare da sei a dodici settimane. Ci sono molti stili di vita e opzioni dietetiche che sono utili per affrontarli, inclusa l'assunzione di capsule di capsaicina. Uno studio condotto dall'Istituto di Medicina Interna e Farmacologia Clinica dell'Università di Firenze, Italia, ha rilevato che durante l'assunzione di capsule di capsaicina organica, i soggetti hanno riscontrato che la frequenza del loro mal di testa diminuiva fino a 60 giorni dopo la fine dell'applicazione.

3. dolore Allevia
La capsaicina aiuta ad alleviare il dolore. Sembra che la capsaicina fornisca sollievo dal dolore attivando il recettore TRPV1, quindi il cervello rilascia un neurotrasmettitore chiamato "sostanza P."

Sotto forma di capsule, è stato utilizzato per molti anni per trattare il dolore associato ad artrosi, artrite reumatoide e fibromialgia, nonché alcuni tipi di dolori articolari.

Più recentemente, i ricercatori hanno studiato un metodo per iniettare la capsaicina altamente purificata nella cartilagine e nei tendini danneggiati. Anche se questo non ha accelerato il processo di guarigione come originariamente previsto, ha alterato drasticamente le risposte al dolore, rendendolo un buon trattamento del dolore per questa condizione.

4. il trattamento della psoriasi
Oltre a trattare il dolore, la capsaicina è nota da tempo per la sua capacità di trattare una varietà di condizioni della pelle tra cui la psoriasi. La sostanza P sembra essere un trattamento efficace per questa condizione, poiché la ricerca mostra che l'assunzione di capsule di capsaicina organica riduce drasticamente i sintomi della psoriasi sulla pelle.

5. Supporto alla gestione del diabete
Come molti cibi sani, la capsaicina è molto utile nella prevenzione e nel trattamento del diabete. È stato dimostrato che il consumo di alimenti ricchi di nutrienti migliora la glicemia e la risposta insulinica negli uomini e nelle donne e anche nelle donne con diabete gestazionale.

Una condizione dolorosa associata al diabete, la neuropatia diabetica, può anche essere trattata con capsule di capsaicina per diminuire il dolore.

6. Promuove la perdita di peso
Se stai cercando di perdere peso, dovresti probabilmente considerare di mangiare cibi ricchi di capsaicina, come il peperoncino. È stato dimostrato che mangiare cibi piccanti è associato a un peso corporeo inferiore, accelera anche il metabolismo, aiuta a bruciare i grassi e diminuire l'appetito.
Questo peperoncino biologico è quindi ideale per combattere voglie e chili di troppo. Le sue virtù sono state citate per anni, che possono essere utilizzate per superare l'obesità. Aumentando la marcia, il metabolismo aumenta il dispendio energetico del corpo e impedisce l'accumulo di grasso nei fianchi e nello stomaco.

I ricercatori taiwanesi hanno potuto dimostrare le proprietà dimagranti di questo peperone biologico. La capsaicina organica contenuta in quest'ultima, infatti, porta dritte al suicidio le cellule progenitrici delle cellule adipose. Per fare ciò, la capsaicina organica danneggia i mitocondri delle cellule progenitrici, privandole del proprio materiale energetico. Agisce anche su una molecola che causa la morte cellulare.

Può anche giovare a chi combina sport e dieta specifica per perdere peso perché il consumo di capsaicina migliora le prestazioni atletiche e la resistenza fisica complessiva.

7. Capsaicina contro la calvizie
La capsaicina rafforza il diradamento dei capelli e accelera la crescita dei capelli. La capsaicina attiva i nervi e aumenta il flusso sanguigno al cuoio capelluto. Ciò provoca un maggiore assorbimento dei nutrienti e una migliore crescita dei capelli.
Uno studio condotto in Giappone dal Department of Translational Medical Science Research, Nagoya University, ha dimostrato che la combinazione di capsaicina, il componente principale del capsicum fruitescens organico, stimola la crescita dei capelli nei topi e negli esseri umani affetti da alopecia (perdita di capelli che lascia la pelle parzialmente o completamente nudo).

L'aumentato apporto sanguigno dovuto alla vasodilatazione, infatti, apporterebbe nutrienti e ossigeno ai follicoli piliferi, i quali avrebbero tutte le sostanze necessarie alla loro attività metabolica. L'apporto di sangue locale è anche potenziato da un massaggio regolare del cuoio capelluto, una pratica generalmente consigliata per combattere la caduta dei capelli.

 

8. anti-invecchiamento con antiossidanti
La capsaicina è una molecola della famiglia dei flavonoidi in grado di combattere i radicali liberi, queste sostanze nocive prodotte dall'ossigeno che respiriamo ma anche dall'invecchiamento, dall'inquinamento, dal sole… Tanti attacchi raggruppati sotto il nome di “stress ossidativo” contro i quali gli antiossidanti nell'atto dietetico.

9. neuropatia diabetica
In uno studio, i ricercatori hanno assegnato in modo casuale capsule di capsaicina o un placebo per il trattamento di 250 persone con neuropatia diabetica dolorosa, una complicanza comune del diabete in cui i nervi sono danneggiati, spesso nelle gambe e nei piedi. I pazienti che utilizzavano capsule di capsaicina hanno riportato una riduzione dei sintomi di quasi il 70%.
"Con l'eccezione della sensazione iniziale di bruciore transitorio, la capsaicina offre diversi vantaggi rispetto agli analgesici orali". Questo è quanto è stato riportato negli archivi di medicina interna.

10. Protezione del colon
I ricercatori della University of California, San Diego School of Medicine hanno scoperto che questo composto del pepe, attivando un recettore sulle cellule che rivestono l'intestino, innesca una risposta protettiva contro il rischio di tumori del colon-retto.

11. anoressizzanti, regolatore dell'appetito
Uno studio condotto nel 2009 e menzionato nel Journal of Clinical Nutrition, suggerisce che la capsaicina organica diminuisce l'appetito, con il risultato che i soggetti mangiano meno calorie e la perdita di grasso è seguita. Nello stesso anno, uno studio pubblicato sull'European Journal of Nutrition, ha dimostrato che la capsaicina organica riduce un ormone chiamato grelina, noto per stimolare la fame.

Come usare capsaicina?
Il modo più semplice per introdurre la capsaicina nel tuo sistema è mangiare cibi che la contengono, vale a dire, tutte le varietà di peperoncino eccetto il peperone, che non contiene alcuna capsaicina a causa di un gene recessivo che contiene. Se non sei abituato a mangiare cibi piccanti, la soluzione migliore è acquistare la capsaicina come integratore sotto forma di capsule, poiché non abbiamo quella sensazione di bruciore in bocca.

27 avis / commentaires / témoignages sur “I benefici della capsaicina e dei suoi effetti benefici sulla salute"

  1. Catherine Toulouse :

    j’ai soulagé mes douleurs neuropathique aux jambes avec la Capsaïcine, le curcuma et le ginseng rouge, je REVIS
    merci
    Catherine de Toulouse

  2. Madou Costa d'Avorio :

    Certainement un des meilleurs anticancer naturel à associer à la feuille de Graviola. Dans mon pays d’origine la Côte d’Ivoire on mange beaucoup de plats épicés et j’ai toujours vu ma famille utiliser les feuilles de Graviola pour soigner beaucoup de maladies. En Afrique en dehors des pathologies liées à l’hygiène, grâce à ces produits nous sommes protégés de beaucoup de maladies je pense qu’en Europe il devrait les consommer un peu plus régulièrement.
    C’est un bonheur de trouver ce produit sur votre site merci

  3. Ananta :

    Bonjour Catherine de Toulouse. Aviez vous des sensations de raideurs au niveau des jambes. Du mal à monter les escaliers et les montées ? Votre témoignage m’a interpellé et me redonne un peu d’espoir. Bien cordialement.

  4. Magali :

    Bonjour,
    Ma mere a de l arthrose dans la colonne vertebrale ce qui lui cause le retrecissement du canal lombaire . penser vous que capsaicine va etre efficace ? existe t il egalement un autre produit pour l arthrose ?

    • Biologiquement.com :

      Bonjour,
      On imagine souvent que l’arthrose est causée par l’usure du cartilage, au point de jonction entre les os. A force de frotter l’une contre l’autre, les deux surfaces de cartilage finiraient par s’éroder.
      Voici comment les choses se passent réellement :
      Le cartilage est une couche mince (quelques millimètres au plus dans les plus grosses articulations) qui recouvre le bout des os et qui joue le rôle de « pneu » de l’articulation. Sa surface ferme et élastique est très lisse. Le cartilage est de plus imbibé de synovie, le liquide articulaire, présent normalement en très petite quantité, et de consistance filante (comme du blanc d’oeuf). Cette synovie est si efficace comme lubrifiant, que le cartilage glisse plus facilement sur le cartilage adjacent qu’un patin sur la glace !
      Lorsque vous avez de l’arthrose, votre cartilage s’amincit puis disparaît. Mais ce n’est pas à cause de l’usure. Au contraire : le cartilage n’étant pas irrigué par des vaisseaux sanguins, sa seule façon de se procurer des nutriments pour se renouveler est que la synovie y pénètre et y circule, car c’est dans la synovie que se trouve la « nourriture » des cellules productrices de cartilage. Or, cela ne se produit que sous l’effet des pressions provoquées par les mouvements : compressé puis relâché, le cartilage, un peu à la manière d’une éponge, s’imprègne puis expulse la synovie, se chargeant au passage des précieux nutriments qu’elle contient.
      Ainsi, plus vous bougez, plus vous utilisez vos articulations, mieux votre cartilage est irrigué et peut se renouveler ! C’est le miracle du cartilage, qui ne s’use que quand on ne l’utilise pas.
      Tout d’abord il est essentiel de réformer son alimentation. Les produits carnés en priorité devront sévèrement être réduits ou mieux, éliminés de votre alimentation. Cette alimentation devra en priorité être végétarienne. Elle doit être riche en antioxydants. A l’honneur sur votre table les fruits et les légumes. Évidemment toutes les grandes thérapeutiques naturelles seront bénéfiques, comme le jeûne (en priorité hydrique), les monodiètes de fruits juteux, jus de fruits, légumes non farineux, seront les bienvenues et permettront un certain retour en arrière. D’autre part, nous avons vu que les produits animaux n’étaient pas les bienvenus mais je voudrais ajouter que le lait de vache en particulier est un facteur non négligeable de tous ces phénomènes douloureux. Donc restriction impérative de laitages. Et ne vous tracassez pas pour le calcium, car c’est la première question que vous allez entendre, nous en avons par ailleurs et le calcium des laitages est particulièrement difficile à assimiler et au contraire il se retourne contre vous. Les orientaux n’en prenne pas et que je sache ils ne se cassent pas plus que nous et ils ont moins de rhumatismes.
      Une activité physique sera également la bienvenue. N’oublions pas que notre peau est certainement l’organe d’élimination le plus important, que les glandes sébacées fonctionnent comme de petits reins et sont à même d’éliminer les déchets cristalloïdes, ceux précisément qui nous embarrassent dans ces troubles. Donc allez suer sur les chemins.
      Voici la liste des produits naturels qui vont vous aider à combattre cette pathologie.
      Les effets positifs du curcuma dans les maladies inflammatoires ont tout d’abord été mis en évidence chez l’animal ou en laboratoire. Les études préliminaires menées sur l’homme n’ont pas permis de conclure. Ces disparités s’expliquerait par la biodisponibilité du curcuma qui est faible : une fois absorbé celui-ci est rapidement éliminé de l’organisme. Pour répondre à cette problématique il existe des compléments alimentaires qui tentent d’améliorer la biodisponibilité du curcuma avec des extraits de poivre noir ou des phospholipides. Dans ce cas le curcuma semble plus efficace que les médicaments.
      – Le curcuma est probablement efficace pour diminuer les douleurs et ralentir la progression de l’arthrose mais il convient de prendre un complément alimentaire avec une fréquence bien répartie au long de la journée (par exemple une gélule matin, midi et soir).
      – La capsaïcine en gélules permet d’apaiser la douleur causée par l’arthrose. La capsaïcine agit en tant qu’analgésique léger et active la production de la substance P qui déclenche la sensation de douleur lors d’une blessure. Comme les réserves de substance P sont épuisées, la personne ne ressent plus de douleur.
      – la racine de Pissenlit en gélules Soulage des douleurs musculaires: le pissenlit permet de traiter les rhumatismes, l’arthrite, l’arthrose, ou encore la polyarthrite .
      – Le Ginkgo Biloba protège contre la « mort » des cellules dans les cas d’arthrose. Contrairement aux idées reçues, cette maladie ne détruit pas les cartilages mais les tissus. Ces derniers ne reçoivent pas une bonne irrigation sanguine au niveau des plus petits vaisseaux sanguins qui existent, les capillaires.
      – Enfin, la poudre de fruit de baobab Baomix est le produit idéal pour le traitement naturel de l’arthrose. Le fruit du baobab est riche en calcium qui contrairement au calcium du lait reconstruit l’os. Comme nous vous l’avons expliqué plus haut le calcium d’origine animale est très mal assimilé et tu peux agir comme un coup de soleil sur l’os, et le détruire. L’ostéoporose et une maladie réserver au pays qui consomme des produits laitiers, elle existe nulle part ailleurs, Asie, Afrique.
      Le fruit du baobab Baomix agira aussi comme un anti-inflammatoire pour réduire les douleurs, en même temps il va participer à l’entretien reconstruction de toutes les parties molles qui entoure et qui irrigue l’offre l’os.
      Cordialement
      L’équipe du laboratoire Biologiquement

  5. Raymond :

    Bonjour,
    Combien doit-on prendre de gelules de capsaicine par jour en cas de rémission
    et de gouttes d’artémisia par jour merci

    • Biologiquement.com :

      Bonjour Raymond, pour une rémission rapide, et éviter la rechute, vous pouvez faire des cure de 3 mois, espacée et de pause thérapeutique de 10 jours ( c’est-à-dire que vous arrêter complètement tous les produits, pour recréer le manque), et si vous prenez ce traitement dans le temps, vous pouvez consommer le minimum conseillé sur l’emballage.Vous devriez aussi pour renforcer votre système immunitaire, car c’est lui qui combat le plus efficacement la maladie, prendre de la poudre de fruit de baobab Baomix, et de la feuille de Moringa. cordialement l’équipe du laboratoire biologiquement

  6. claudia :

    buon giorno, ho problemi nel camminare , nel salire le scale in quanto i muscoli si irrigidiscono e le gambe diventano di dure e pesanti tanto che mi devo fermare,,,,nessuno è stato in grado di fare una diagnosi ,,,,la capsaicina può aiutarmi? e ha controindicazioni un quanto assumo antiaggreganti e antiipertensivi ,,,,grazie claudia

    • Biologiquement.com :

      Bonjour, nous vous conseillons pour vos douleurs articulaires de consommer quotidiennement de la poudre de fruit de baobab Baomix, des gélules de ginkgo biloba, et des gélules de curcuma.
      Cordialement
      L’équipe du laboratoire Biologiquement

    • Biologiquement.com :

      Bonjour,
      Merci pour votre message, si vous respectez les conseils d’utilisation indiqué sur le sachet il n’y a pas de contre-indication médicale connu avec ce médicament.
      Au plaisir de vous servir
      Bien à vous
      L’équipe de Biologiquement

    • Biologiquement.com :

      Bonjour,
      La névralgie pudendale (NP) est une douleur neuropathique chronique, aggravée par la position assise et pour laquelle aucune cause organique n’a pu être déterminée par les examens d’imagerie. Elle s’accompagne souvent d’un dysfonctionnement pelvien.
      La névralgie pudendale est une affection neurologique touchant un nerf qui se trouve dans la région profonde du bassin. Pouvant à tort être confondue avec des troubles gynécologiques ou urologiques, cette névralgie provoque des douleurs parfois insupportables, dans différentes régions du bassin.
      La névralgie pudendale nécessite une prise en charge globale ; un traitement uniquement du nerf pudendal ne permet que rarement de s’en sortir, car la cause de l’inflammation est plus générale.
      Pour un traitement de fond de la névralgie pudendale, optez pour une alimentation plutôt antioxydante et favorisez les aliments anti-inflammatoires, n’hésitez pas à utiliser des compléments alimentaires ayant ces mêmes propriétés.
      Les antioxydants sont des agents anti-inflammatoires naturels et agissent donc en faveur de la réduction de l’inflammation dans la névralgie pudendale.
      – Ginkgo Biloba, qui a une action antioxydante et anti-inflammatoire
      – Le curcuma en gélules est un puissant anti-inflammatoire naturel qui peut être notamment utilisé en cas de douleurs aiguës.
      – La poudre de fruit de baobab, aussi, est à consommer en poudre ou en gélules, c’est un anti-inflammatoire naturel qui va détendre toute cette partie basse du corps notamment, il est très intéressant dans la névralgie pudendale.
      – Enfin la poudre de maca et la capsaïcine sont à associer à ce traitement pour leurs vertus énergisantes et anti-inflammatoires, qui agissent comme régulateur de nos systèmes vitaux.
      Cordialement
      L’équipe du laboratoire Biologiquement

  7. Sylvain Laval :

    Bonjour je suis un homme de 44 ans, j’ai une calvitie qui commence à être assez importante, la perte de mes cheveux me préoccupe beaucoup, je prends déjà votre capsaïcine en gélules depuis quelques jours, je sais que c’est une solution car cela à fonctionné avec mon oncle, mais je voudrais renforcer les effets avec d’autres produits naturel, que me conseillez-vous?
    Sylvain Laval

    • Biologiquement.com :

      Bonjour,
      Merci pour votre message, pour la perte de cheveux, tous les produits naturels précités participent au traitement naturel de ce problème (pour les boutons et le nez rouge aussi), ajoutez-y de l’huile végétale de Baobab bio Baoil. Riche en actifs antioxydants dont la vitamine E, cette alliée de beauté est aussi un incontournable produit anti-âge. Elle limite l’effet du temps et surtout réduit les méfaits des radicaux libres sur la peau et les fils. L’huile végétale de Baobab permet donc de lutter contre la dégénérescence des cellules notamment provoquée par les agressions extérieures, la pollution, le tabac et l’alcool ainsi que les rayons solaires. Elle préserve la vitalité du tissu et retarde ainsi son vieillissement. Pour une chevelure saine et en pleine forme, l’activité antioxydante de l’huile de baobab combat le grisonnement des fils, leur chute et leur déshydratation.

      Un autre ingrédient renforce aussi les cheveux trop fins et accélère la croissance des cheveux, c’est la capsaïcine en gélule extraite du piment de Cayenne qui active les nerfs et augmente le flux sanguin au niveau du cuir chevelu. Ceci provoque une augmentation de l’absorption des éléments nutritifs et l’amélioration de la croissance des cheveux.
      Une étude faite au Japon par le Department of Translational Medical Science Research, à l’université de Nagoya, a démontré que la capsaïcine en gélules, principal composant du piment de Cayenne, stimule la croissance des cheveux chez les souris et les humains souffrant d’alopécie.
      Le fruit de baobab redynamise la peau et relance les fonctions vitales des cellules de votre corps.

      Le ginkgo biloba, une plante médicinale, stimule le métabolisme cellulaire, améliore la résistance capillaire et favorise la production de kératine pour fortifier les cheveux.
      Le lien entre la circulation et la croissance des cheveux est bien documenté. Le ginkgo biloba stimule le cuir chevelu pour augmenter l’échange des éléments dans le bulbe. C’est comme un café pour le cuir chevelu.
      Le ginkgo Biloba est un puissant remède naturel contre la perte des cheveux avec des propriétés médicinales qui ont montré l’efficacité dans l’amélioration de la circulation du sang du cuir chevelu, de la tête et d’autres parties du corps. On estime que l’augmentation de l’afflux du sang vers le cerveau et la peau amène plus d’éléments nutritifs aux follicules pileux, ce qui permet aux cheveux de mieux se régénérer.

      Enfin, prenez de la poudre de fruit de baobab bio, simplement une petite cuillère à café par jour, dans un verre d’eau fraîche.
      Le fruit de baobab redynamise la peau et relance les fonctions vitales des cellules de votre corps.
      Associé à la poudre de fruit de baobab Baomix, les effets thérapeutiques des autres produits deviennent encore plus puissants, les effets sont multipliés, c’est une combinaison parfaite de produits naturels pour la santé du cuir chevelu.
      Plus anecdotique mais très intéressant et motivant, la flore intestinale influe sur la forme physique, intellectuelle, la perte de poids mais aussi sur la perte des cheveux (calvitie), nous vous recommandons donc chaudement la poudre de fruit de baobab. Grâce à ses fibres (44%), la poudre de baobab Baomix est efficace pour les problèmes de transit et reconstitue la flore intestinale par son activité prébiotique. Elle est donc particulièrement recommandée pour traiter les diarrhées et les gastro-entérites.
      La poudre de la pulpe du baobab possède à la fois des vertus probiotiques et prébiotiques, il favorise la digestion en rééquilibrant la flore intestinale.
      Les prébiotiques sont des substances qui bonifient l’environnement interne de l’intestin et la flore cutanée. Ce faisant, ils aident à nourrir et à conserver les bonnes bactéries déjà présentes dans l’organisme, et permettent aux probiotiques d’agir dans des conditions optimales.
      Les pro et prébiotiques sont des micro-organismes vivants qui ont un effet bénéfique sur l’individu en stimulant la croissance et l’activité d’une bonne flore microbienne afin d’améliorer son équilibre intestinal et stimuler le système immunitaire.
      Les dernières recherches ont montré l’importance d’avoir une flore cutanée (ou microbiote) équilibrée pour conserver des cheveux en pleine forme. Notre peau héberge en moyenne 1 000 milliards de bactéries et environ 1 000 espèces de champignons, virus…
      Tous ces micro-organismes vivent en surface et dans les couches superficielles de l’épiderme, constituant un écosystème complexe. Ils s’alimentent de lipides, de protéines et d’autres composés fabriqués par la peau. Ce micro biote varie en quantité et en qualité d’une personne à l’autre selon l’âge, le sexe, le système immunitaire et certains facteurs tels que l’humidité, le pH et la température.
      Parce qu’un microbiote en bonne santé est la garantie d’avoir une chevelure en forme ! De notre naissance à notre mort, cette flore composée de micro-organismes colonise notre peau, y compris le cuir chevelu. Et ne cesse d’évoluer au fil du temps. Elle forme ainsi notre première ligne de défense vis-à-vis des agressions extérieures. C’est un écosystème développé, que les chercheurs étudient depuis une dizaine d’années pour comprendre son rôle précis. Tout ce petit monde vit normalement en harmonie. Mais si une perturbation survient (mauvais rituels, utilisation de produits non adaptés…), c’est-à-dire si certaines bactéries prolifèrent au détriment d’autres, le cercle vertueux est alors rompu.
      Le principe de la consommation quotidienne de poudre de fruit de baobab consiste à renforcer l’équilibre bactérien et microbien, autant que la fonction barrière du scalp en lui apportant divers éléments nutritifs.
      En raison de son environnement chaud et humide ainsi que de sa richesse en sébum, le cuir chevelu abrite beaucoup de levures, notamment de la famille Malassezia, responsables des pellicules et de la dermatite séborrhéique. Côté bactéries, les plus courantes sont C. acnes et S. epidermidis, mais on trouve également des populations locales qui, on le pense, synthétisent des vitamines et des nutriments essentiels à la croissance des cheveux. La poudre de fruit de baobab va aider au maintien de l’équilibre de cette flore.
      Il faut supprimer les shampooings et autres produits trop agressifs. Et utiliser ceux qui respectent l’écosystème du cuir chevelu et favorisent les bonnes bactéries, donc des soins aux prébiotiques. On rétablit rapidement un cercle vertueux, qui permet d’espacer les shampooings puisque le crâne retrouve son équilibre naturel. Mieux alimentée, la fibre capillaire bénéficie aussi de ce changement, gagnant en force et en brillance.
      Bien à vous
      L’équipe du laboratoire Biologiquement

      • HOURIE Maïté :

        Bonjour , je souhaiterai perdre du poids et soulager l’arthrose qui s’installe dans les articulations des genoux .Que rajouter à la capsacide ? Merci pour vos suggestions .

        • Biologiquement.com :

          Bonjour,
          On imagine souvent que l’arthrose est causée par l’usure du cartilage, au point de jonction entre les os. A force de frotter l’une contre l’autre, les deux surfaces de cartilage finiraient par s’éroder.
          Voici comment les choses se passent réellement :
          Le cartilage est une couche mince (quelques millimètres au plus dans les plus grosses articulations) qui recouvre le bout des os et qui joue le rôle de « pneu » de l’articulation. Sa surface ferme et élastique est très lisse. Le cartilage est de plus imbibé de synovie, le liquide articulaire, présent normalement en très petite quantité, et de consistance filante (comme du blanc d’oeuf). Cette synovie est si efficace comme lubrifiant, que le cartilage glisse plus facilement sur le cartilage adjacent qu’un patin sur la glace !
          Lorsque vous avez de l’arthrose, votre cartilage s’amincit puis disparaît. Mais ce n’est pas à cause de l’usure. Au contraire : le cartilage n’étant pas irrigué par des vaisseaux sanguins, sa seule façon de se procurer des nutriments pour se renouveler est que la synovie y pénètre et y circule, car c’est dans la synovie que se trouve la « nourriture » des cellules productrices de cartilage. Or, cela ne se produit que sous l’effet des pressions provoquées par les mouvements : compressé puis relâché, le cartilage, un peu à la manière d’une éponge, s’imprègne puis expulse la synovie, se chargeant au passage des précieux nutriments qu’elle contient.
          Ainsi, plus vous bougez, plus vous utilisez vos articulations, mieux votre cartilage est irrigué et peut se renouveler ! C’est le miracle du cartilage, qui ne s’use que quand on ne l’utilise pas.
          Tout d’abord il est essentiel de réformer son alimentation. Les produits carnés en priorité devront sévèrement être réduits ou mieux, éliminés de votre alimentation. Cette alimentation devra en priorité être végétarienne. Elle doit être riche en antioxydants. A l’honneur sur votre table les fruits et les légumes. Évidemment toutes les grandes thérapeutiques naturelles seront bénéfiques, comme le jeûne (en priorité hydrique), les monodiètes de fruits juteux, jus de fruits, légumes non farineux, seront les bienvenues et permettront un certain retour en arrière. D’autre part, nous avons vu que les produits animaux n’étaient pas les bienvenus mais je voudrais ajouter que le lait de vache en particulier est un facteur non négligeable de tous ces phénomènes douloureux. Donc restriction impérative de laitages. Et ne vous tracassez pas pour le calcium, car c’est la première question que vous allez entendre, nous en avons par ailleurs et le calcium des laitages est particulièrement difficile à assimiler et au contraire il se retourne contre vous. Les orientaux n’en prenne pas et que je sache ils ne se cassent pas plus que nous et ils ont moins de rhumatismes.
          Une activité physique sera également la bienvenue. N’oublions pas que notre peau est certainement l’organe d’élimination le plus important, que les glandes sébacées fonctionnent comme de petits reins et sont à même d’éliminer les déchets cristalloïdes, ceux précisément qui nous embarrassent dans ces troubles. Donc allez suer sur les chemins.
          Voici la liste des produits naturels qui vont vous aider à combattre cette pathologie.
          Les effets positifs du curcuma dans les maladies inflammatoires ont tout d’abord été mis en évidence chez l’animal ou en laboratoire. Les études préliminaires menées sur l’homme n’ont pas permis de conclure. Ces disparités s’expliquerait par la biodisponibilité du curcuma qui est faible : une fois absorbé celui-ci est rapidement éliminé de l’organisme. Pour répondre à cette problématique il existe des compléments alimentaires qui tentent d’améliorer la biodisponibilité du curcuma avec des extraits de poivre noir ou des phospholipides. Dans ce cas le curcuma semble plus efficace que les médicaments.
          – Le curcuma est probablement efficace pour diminuer les douleurs et ralentir la progression de l’arthrose mais il convient de prendre un complément alimentaire avec une fréquence bien répartie au long de la journée (par exemple une gélule matin, midi et soir).
          – La capsaïcine en gélules permet d’apaiser la douleur causée par l’arthrose. La capsaïcine agit en tant qu’analgésique léger et active la production de la substance P qui déclenche la sensation de douleur lors d’une blessure. Comme les réserves de substance P sont épuisées, la personne ne ressent plus de douleur.
          – la racine de Pissenlit en gélules Soulage des douleurs musculaires: le pissenlit permet de traiter les rhumatismes, l’arthrite, l’arthrose, ou encore la polyarthrite .
          – Le Ginkgo Biloba protège contre la « mort » des cellules dans les cas d’arthrose. Contrairement aux idées reçues, cette maladie ne détruit pas les cartilages mais les tissus. Ces derniers ne reçoivent pas une bonne irrigation sanguine au niveau des plus petits vaisseaux sanguins qui existent, les capillaires.
          – Enfin, la poudre de fruit de baobab Baomix est le produit idéal pour le traitement naturel de l’arthrose. Le fruit du baobab est riche en calcium qui contrairement au calcium du lait reconstruit l’os. Comme nous vous l’avons expliqué plus haut le calcium d’origine animale est très mal assimilé et tu peux agir comme un coup de soleil sur l’os, et le détruire. L’ostéoporose et une maladie réserver au pays qui consomme des produits laitiers, elle existe nulle part ailleurs, Asie, Afrique.
          Le fruit du baobab Baomix agira aussi comme un anti-inflammatoire pour réduire les douleurs, en même temps il va participer à l’entretien reconstruction de toutes les parties molles qui entoure et qui irrigue l’offre l’os.
          Cordialement
          L’équipe du laboratoire Biologiquement

  8. Anna di Brest :

    Bonjour, j’ai des migraines assez insupportable, j’ai déjà essayé plusieurs traitements chimiques qui fonctionne plus ou moins, mais je m’inquiète vraiment des effets secondaires de cette chimie sur ma santé.
    Est-ce que vous auriez un produit ou une liste de produits qui puisse soulager mais céphalée.
    J’ai entendu dire que la capsaïcine est efficace est-ce que vous avez autre chose pour moi en complément.
    Merci d’avance pour votre réponse

    • Biologiquement.com :

      Bonjour,
      La migraine est une des maladies neurologiques les plus courantes. C’est une forme de mal de tête chronique intense souvent associée à d’autres symptômes comme des nausées, des troubles de la vue et une sensibilité aux sons et aux lumières. C’est une maladie hétérogène dont les crises sont très variables (type, fréquence, intensité, durée) d’un patient à l’autre mais aussi chez une même personne. La douleur apparaît de manière progressive et est le plus souvent située d’un seul côté de la tête, droite ou gauche.

      L’huile de nigelle est un calmant naturel des maux de tête. Par voie interne, elle agit sur : les céphalés, migraines (non accompagnés de fièvre), stimule la mémoire et la concentration en oxygénant le cerveau. L’huile de nigelle est également un calmant.

      L’extrait de la tige de l’ananas, la bromélaïne fait partie de ces remèdes à large spectre d’action qui soulagent efficacement sans coûter bien cher et sans le moindre danger.
      La sève de l’ananas a toujours eu un usage médicinal dans les populations d’Amérique du sud ou centrale qui l’utilisaient sur les blessures ou les lésions cutanées pour réduire l’inflammation. Elle est encore employée en médecine traditionnelle à Hawaï ou au Japon par exemple pour accélérer la guérison de plaies et brûlures et pour traiter le cancers.
      Depuis la fin du 20ème siècle, l’usage de la bromélaïne et son étude scientifique se sont considérablement intensifiées tant les observations étaient flagrantes : la bromélaïne est capable de faire disparaître des douleurs, notamment le céphalées , douleurs articulaires ou musculaires, en quelques heures. En conclusion d’une étude de 2002 portant sur des personnes souffrant de mal de tête, de migraine, les chercheurs ont conclu que cette enzyme « pouvait améliorer efficacement les symptômes physiques de même que le bien-être général, de manière dose-dépendante, chez des adultes souffrant de douleurs ».
      Un dosage de bromélaïne oscillant entre 500mg et 2g par jour pendant
      une durée de 10 jours a montré un des bénéfique sur les oedèmes, la bromélaïne a la faculté de soulager l’inflammation apaiser les douleurs.

      Nous vous conseillons de prendre de la poudre de feuille de papaye. La papaïne contenu dans cette feuille possède aussi une action calmante utilisée comme anti-stress et contre les désordres nerveux, au niveau circulatoire il calme les palpitations et permet la résorption d’hématomes intracrâniens. Elle améliore la fluidification du sang et soulage les douleurs inflammatoires en inhibant la sécrétion des prostaglandines.

      Ne pas utiliser d’antidouleur chimique
      Même s’ils sont en vente libre, l’aspirine et le paracétamol n’ont rien d’anodin ! Chaque année, des décès dus à une hypersensibilité méconnue à l’aspirine sont enregistrés. Prise régulièrement, l’aspirine peut causer des hémorragies digestives occultes qui finissent par entraîner une anémie par manque de fer, cette dernière accroissant les risques d’infarctus. L’aspirine est aussi fréquemment la cause d’ulcères gastriques, notamment quand elle est prise à jeun ou sans eau.
      Quant au paracétamol, un surdosage au long cours (au-delà de 4 g par jour) expose d’abord à des problèmes hépatiques fonctionnels (nausées, mauvaise digestion), puis à une stéatose hépatique, voire une cirrhose : la majorité des greffes hépatiques réalisées en France sont le fait d’un surdosage en paracétamol !
      Les AINS, enfin, parmi lesquels l’Ibuprofène, sont eux, responsables d’ulcères gastroduodénaux après trois mois de prise régulière ainsi que d’accidents cardiovasculaires.

      Vous devez aussi consommer au quotidien de la poudre de fruit de baobab Baomix car elle aide à favoriser la synthèse du collagène et donc la santé des vaisseaux sanguins. Le fruit du baobab contribue à une circulation sanguine normale dans le corps humain en aidant à conserver l’élasticité des vaisseaux sanguins, par cette action, il contribue aussi à détoxifier le corps. Tout le monde connaît l’utilité des anti-inflammatoires : réduction de douleur, inflammation, enflure, etc. Qui a dit que vous aviez besoin de médicaments pour soulager une douleur quand la poudre de baobab peut également être utilisée à cet effet ! En outre le fruit du baobab renferme une quantité importante de vitamine C et celle-ci est notamment connue pour son effet antioxydant. Il est d’ailleurs prouvé que la pulpe de baobab est 4 fois plus puissante qu’un kiwi et 15 fois plus qu’une pomme ! (Niveau pouvoir antioxydant)
      Les antioxydants peuvent prévenir du stress oxydatif des radicaux libres et ainsi empêcher le développement de certaines maladies dégénératives comme les cancers, Alzheimer, Parkinson, etc. Ils participent également à la protection des cellules contre le vieillissement et au bon état de santé général.

      Le principal symptôme de la migraine est le mal de tête lancinant d’un coté de la tête. Vous pourriez aussi ressentir une sensibilité à la lumière et du son, des nausées, des vertiges et des troubles visuels. Ces symptômes peuvent durer jusqu’à 72 heures. Bien qu’une grande variété de médicaments existe pour diminuer la fréquence des migraines et traiter les symptômes, la capsaïcine offre une alternative plus naturelle pour la gestion des migraines. L’alcaloïde capsaïcine est la substance active contenue dans les piments de Cayenne, connus aussi sous le nom, piments rouges. Ces piments sont utilisés comme une épice de cuisson, mais la capsaïcine possède encore des propriétés médicinales. De plus qu’il soulage les migraines, ce composé est utile pour le traitement de la douleur liée à un certain nombre de conditions, y compris les maux de tête, l’arthrite, le psoriasis et la neuropathie diabétique. La capsaïcine se lie à une protéine sur les neurones qui laisse le corps sentir la chaleur et la douleur. Ceci active les neurones, leurs provoquant d’envoyer une substance P, un neurotransmetteur partiellement responsable de la sensation de la douleur. L’activation de ces neurones est attribuée à la sensation de brûlures suite à l’ingestion de piment de Cayenne. Lorsque les neurones sont exposées à la capsaïcine durant une période prolongée, leurs niveaux de substance P seront épuisées et elles deviendront moins capables de transmettre des signaux de la douleur.

      Le CBD provient du cannabis, bien connu pour ses fonctions d’analgésique naturel et utilisé dans différentes médecines traditionnelles, comme la médecine ayurvédique indienne. Contrairement au tétrahydrocannabinol (THC), Le CBD est un cannabinoïde de nature non-psychoactive, il n’est donc pas destiné à un usage récréatif ! Cependant, il démontre une large gamme d’effets thérapeutiques. Ces propriétés en font un moyen naturel de plus en plus populaire pour traiter les symptômes de divers problèmes de santé. En somme, le CBD est utilisé comme cannabis médicinal !
      La théorie de la déficience en endocannabinoïdes clinique, bien décrite par Ethan B. Russo, met en avant l’importance du système endocannabinoïde dans la régulation de différentes pathologies, dont la migraine, la fibromyalgie et le syndrome de l’intestin irritable. Cette théorie supporte donc l’utilisation des cannabinoïdes comme substances naturelles permettant de lutter contre ces pathologies.
      Les cannabinoïdes, et plus particulièrement le CBD, sont des molécules avec un fort potentiel analgésique et anti-inflammatoire. Ces propriétés en font des agents prometteurs pour la prévention et/ou le traitement des migraines aigues.
      De plus, le CBD permet de réduire le stress et l’anxiété, deux facteurs psychologiques décrits pour déclencher les crises de migraine. Le CBD permet également de réguler le sommeil, un autre facteur important dans le déclenchement de la migraine.
      Bien qu’il reste de nombreuses hypothèses à explorer concernant les effets du CBD sur les migraines, l’ensemble de ces données mettent clairement en évidence les bienfaits du CBD thérapeutique chez les patients migraineux.

      Enfin des gélules de feuilles de ginkgo biloba sont conseillées pour améliorer les fonctions cognitives et la mémoire après 50 ans. En effet, grâce à leur action sur la circulation, elles favorisent notamment l’irrigation du cerveau qui est alors mieux nourri en oxygène et nutriments. Elles contribuent ainsi à améliorer les fonctions cérébrales et la santé des vaisseaux du cerveau. En augmentant le flux sanguin cérébral, le Ginkgo biloba permettrait de soulager les maux de tête. Le Gingko biloba est une plante circulatoire du cerveau. Elle a un effet sur les maux de tête car elle améliore les échanges sanguins dans le cerveau du fait de sa forte teneur en flavonoïdes antioxydants ; elle a en outre un léger effet anti-inflammatoire.
      Au plaisir de vous servir
      L’équipe du laboratoire biologiquement.com

  9. DIGITELLO C :

    Bonjour, la fille d’une amie souffre d’un psoriasis goutte depuis sa naissance, ce psoriasis lui laisse des cicatrices partout, surtout au niveau des sourcils et à l’aine de chaque côté. Elle a 18 ans et a essayé plein de traitement, elle est découragée. Merci pour vos conseils

    • Biologiquement.com :

      Bonjour,
      Les lésions de psoriasis ne sont pas contagieuses, mais douloureuses et invalidantes. Les remèdes naturels sont une excellente solution pour calmer les démangeaisons et cicatriser la peau.
      Pour le traitement naturel du psoriasis les produits naturels les plus achetés sur la boutique sont :
      L’aloe vera : son effet hydratant et nourrissant calme la peau et contribue au retour de l’équilibre cellulaire, 3 gélules par jour
      L’huile végétale de nigelle : antihistaminique et riche en acides gras essentiels, elle redonne en plus de la souplesse à la peau, 2 gélules par jour
      Baomix la poudre de fruit de baobab bio : Le fruit du Baobab est un fruit exotique qui resserre et tonifie les pores, il hydrate et favorise la régénération cellulaire de la peau. Une cuillère à café par jour
      Baoil l’huile de baobab bio : L’huile de baobab bio est excellente pour prendre soin de sa peau, en application locale elle permet de soulager les affections de l’épiderme telles que l’eczéma et le psoriasis. Deux applications par jour.
      Les polysaccharides solubles dans l’eau provenant d’artémisia annua suppriment l’apoptose des thymocytes (J Hwang et al., Biol Pharm. Bull., 208, 2005, 921-924). L’Artemisia annua inhibent l’adhésion de Helicobacter pylori aux cellules hôtes (Woo Jeung et al., J Microbiol Biotechnol, 132003, 853-858), les principes actifs de l’armoise annuelle s’attaquent donc directement à la maladie.
      Les gélules d’Aloe vera réduisent l’inflammation et la douleur associées au psoriasis.
      En cas d’application locale (en ouvrant les gélules) le curcuma peut aider à soigner le psoriasis.
      Vous pouvez associer tous ces produits naturels pour accélérer le processus de guérison.
      Au plaisir de vous servir
      L’équipe de biologiquement.com

  10. Mcécile di Grenoble :

    Bonjour,
    Concernant la capsaïne : souffrant d’hémorroïdes et fissures annales, j’ai coutume de dire que j’aime le piment (j’ai baroudé en Afrique) mais que c’est le piment qui ne m’aime pas !!! En effet, l’ingestion de piment (à dose modérée) provoque des crises très douloureuses.
    Alors suis-je en mesure de supporter sans pb la Capsaïne qui m’intéresse pour le cancer, perte de poids, remontées acides qui entraînent pb de voix, arthrose… ???
    Bien cordialement.

    • Biologiquement.com :

      Bonjour, vous pouvez tout à fait consommer les gélules de capsaïcine sans avoir peur de brûlures d’estomac pour le problème d’hémorroïdes, mais il faut avant tout régler votre problème d’irritation du tube digestif et du colon.
      Renforcer les tissus de vos muqueuse est indispensable pour pouvoir profiter pleinement des avantages sur la santé de la capsaïcine.
      Voici quelques conseils pour renforcer les tissus de votre tube digestif et de votre colon.
      Pour le traitement naturel de votre côlon irritable ou intestin irritable nous vous conseillons donc de consommer quotidiennement de la poudre de fruit de baobab Baomix bio.
      Ce qui est très intéressant dans la poudre de fruit de baobab, c’est la teneur en fibres de ce fruit (4g pour 10g de poudre) et notamment en fructo-oligosaccharides (FOS). Ce sont des fibres prébiotiques, c’est-à-dire qu’elles vont nourrir notre microbiote intestinal et participer notamment à la régulation du transit et à réduire l’inflammation du côlon. Or, notre alimentation occidentale manque de ce type de fibres. Pour les personnes souffrant d’un syndrome du côlon irritable, c’est donc une aide précieuse. La prise quotidienne est généralement préconisée à 10 grammes par jour (deux cuillères à café), dans un verre.
      Si l’on tient compte des granulations appelées microzymas par A. Béchamp qui sont capables en fonction du terrain de s’associer pour former nos cellules ou des bactéries et autres micro-organismes connus.
      Nous en sommes entièrement constitués. Et comme pour le microbiote connu (en particulier), c’est le milieu ou le terrain qui favorise un fonctionnement sain ou pathologique.
      Le microbiote représente l’ensemble des micro-organismes – bactéries, virus, parasites, champignons non pathogènes, dits commensaux – qui vivent dans un environnement spécifique. Dans l’organisme, il existe différents microbiotes, au niveau de la peau, de la bouche, du vagin… Le microbiote intestinal est le plus important d’entre eux, avec plus de 100.000 milliards de micro-organismes : 10 fois plus que le nombre de cellules qui constituent notre corps, pour un poids de 2 kilos !
      La feuille de moringa bio en poudre ou en gélules peut aussi vous aider à régler cela, c’est aussi un aliment probiotique.
      Enfin pour la colopathie fonctionnelle, le système immunitaire est souvent remis en cause. Et la feuille de graviola corossol Annona muricata contribue à renforcer votre système immunitaire.
      Tous ces produits sont tout à fait compatibles et peuvent être consommés en même temps, ils sont très complémentaires et vous aideront à guérir rapidement.

      L’Aloe Vera en usage interne, est l’un des meilleurs remèdes à la constipation chronique. Elle améliore la digestion, lutte contre les brûlures gastriques, l’acidité de l’estomac, améliore le fonctionnement du foie, de la vésicule biliaire et de la rate. Son action est également très puissante pour cicatriser les intestins et le côlon, et elle fait partie des meilleurs remèdes naturels pour diminuer les inflammations intestinales comme le Syndrome de l’intestin irritable, le Syndrome de l’intestin perméable et la maladie de Crohn. Quand elle est prise de manière régulière, l’Aloe Vera soutient très efficacement la digestion et la cicatrisation de tout le tube digestif, c’est une plante majeure pour lutter contre les inflammations en tout genre dans l’organisme, autant en usage interne pour les organes digestifs, qu’en usage externe sur la peau et les muqueuses.
      La capsaïcine a aussi un effet protecteur sur la paroi de l’estomac. Il faut toutefois dans votre cas en consommer une quantité raisonnable, une gélule par jour est suffisante pour profiter des ces propriétés thérapeutique, sans pour autant accentuer votre pathologie.

      Le système endocannabinoïde revêt une importance fondamentale dans les fonctions régulatrices du processus digestif, dont l’appétit, la salivation, la faim et la satiété. On retrouve une grande concentration de récepteurs cannabinoïdes à la grandeur du système digestif, ainsi que dans les régions cérébrales directement liées à l’axe cerveau-intestin.
      Le système endocannabinoïde finement équilibré du tractus gastro-intestinal (terme scientifique qui désigne le tube digestif) de certaines personnes réagit très bien à l’apport extérieur de cannabinoïdes. C’est le cas, notamment, chez les personnes souffrant de certains troubles gastro-intestinaux comme la maladie de Crohn, les maladies inflammatoires chroniques de l’intestin (MICI), le syndrome de l’intestin irritable (SII), colopathie.
      Plusieurs études ont démontré que le cannabis peut être bénéfique dans le traitement des MICI, du SII, de la fibromyalgie, de la maladie de Crohn, et d’anorexie et de cachexie (perte d’appétit et atrophie musculaire) liées au cancer. Les trois premières affections pourraient même résulter d’une déficience endocannabinoïde clinique, laquelle survient à la suite de problèmes de développement in utero ou au cours de la petite enfance. Les individus qui en souffrent ne produisent pas suffisamment de cannabinoïdes ou de récepteurs cannabinoïdes. Ces maladies semblent être favorisées par des mécanismes spinaux, périphériques et gastro-intestinaux, et la recherche suggère que les cannabinoïdes peuvent bloquer de tels mécanismes.
      De manière générale, l’action des cannabinoïdes peut réduire l’inflammation et la maladie inflammatoire de l’intestin. Elle cause aussi un ralentissement de la motilité intestinale (vitesse à laquelle la matière transite à travers l’intestin) et à une diminution de la sécrétion de fluides causée par l’inflammation, ce qui apaise la nausée et prévient les vomissements et diarrhées.
      Contre les hémorroïdes un traitement naturel, le desmodium bio en gélules
      Saviez-vous que les veines de l’anus se drainent vers le cœur en traversant le foie ? Le foie (maître organe du printemps) est impliqué dans toute la gestion de la masse sanguine et doit être parfaitement fonctionnel afin d’éviter les mécanismes de stase veineuse. Une augmentation du volume hépatique comprime la veine cave et crée un reflux qui favorise l’apparition des hémorroïdes (et des varices). Une détoxication hépatique s’impose donc, d’autant que le foie est chargé de dégrader les hormones en excès (stérilet avec hormones, pilule contraceptive…).
      Pour le nettoyage du foie je vous conseille le desmodium en gélules et le curcuma en gélules.

      La fleur d’hibiscus : Les fleurs d’hibiscus ont une haute teneur en flavonoïdes, connus pour leurs vertus bienfaisantes sur les veines. Mais ce n’est pas tout. Grâce à leurs propriétés astringentes, anti-inflammatoires, antioxydantes et homéostatiques, les fleurs d’hibiscus bio sont un traitement très efficace contre les varices. Les fleurs d’hibiscus bio sont traditionnellement utilisées contre l’insuffisance veineuse, les jambes lourdes, les altérations de la paroi veineuse, varices et hémorroïdes.

      Le ginkgo est souvent utilisé pour soigner les hémorroïdes. Les études montrent qu’il est efficace pour calmer les symptômes des crises.

      Son nom latin est vaccinium myrtillus (de la famille des éricacées). Ses noms communs sont: airelle myrtille, gueule noire, mauret, mouret, brimbelle, raisin des bois, bleuet, myrtillier et arbrêtier. En anglais cette plante s’appelle blaeberry, whortleberry, (ground) hurts, whinberry, winberry, windberry, wimberry, myrtle blueberry et fraughan.
      Contre la sensation d‘inconfort circulatoire, et la sensation de jambes lourdes, faites une cure de fruits rouges, de framboise, cassis, groseille, mûre et surtout de myrtille. Les composants protecteurs de la myrtille sont les vitamines C, A, et B, et surtout des anthocyanosides. Dotés de propriétés vasculoprotectrices, ces composants ont une action positive, car ils améliorent la sensibilité de la rétine et contribuent à soulager les troubles circulatoires : varices, fragilité capillaire, hémorroïdes… L’utilisation de la myrtille a été date de plusieurs siècles, et jusqu’à présent, les extraits de fruits sont en prévalence utilisés en Europe pour traiter différentes affections comme les d’hémorroïdes.
      La baie de myrtille est utilisée pour soigner la diarrhée et l’indigestion. En raison de sa teneur généreuse en tanin, elle sert comme astringent qui guérit efficacement l’inflammation des muqueuses, ce qui est l’une des causes des hémorroïdes. Les tanins, même en d’autres dérivés de plantes, ont été connus utiles pour le traitement des hémorroïdes. Les baies de myrte peuvent être prisent par voie orale ou même l’application topique de l’inflammation des muqueuses.
      La racine de pissenlit (Taraxacum officinale) est très utile dans les cas d’hémorroïdes avec constipation. Selon la médecine naturelle, si vous souffrez d’hémorroïdes, c’est que votre foie est congestionné à cause d’une consommation excessive de nourriture, qui agit comme un déclencheur de ce trouble.
      Le pissenlit, une plante extrêmement dépurative, peut vous aider à éliminer les toxines qui se sont accumulées dans votre foie et dans vos reins.
      Enfin en local vous pourriez utiliser l’huile de baobab pour vous soulager instantanément des brûlures dues au frottement, et continuer les applications quotidiennement pendant votre traitement naturel. Pour faciliter votre transit, et aller à la selle beaucoup plus facilement vous devriez prendre des baies de goji en fruits secs, une petite poignée par jour va suffire.
      Cordialement
      L’équipe du laboratoire Biologiquement

      • Mcécile de Grenoble :

        Merci infiniment.
        Voilà qui complète et précise tout ce que j’avais glané dans vos blogs.
        Mais surtout quelle découverte que le Système Endocannabinoïde (sur lequel je viens de me documenter). Son disfonctionnement expliquerait tout ce qui m’encombre depuis toujours de la gestion des émotions, difficultés d’apprentissage et de concentration, appétit à la fragilité de toutes mes muqueuses . . .
        Je vous suis infiniment reconnaissante pour cette révélation qui m’aide à me comprendre…et je vais donc tester (à mon corps défendant !!!) votre cannabidiol !!!
        Pour la posologie, j’ai compris le mode de calcul. Mais combien de temps, rééquilibrer mon système endocrinien svp ? 1an, 5ans ou à vie avec pause d’1mois tous les 3mois ???
        Cordialement.

        • Biologiquement.com :

          Bonjour, en général il faut du temps pour réguler les problèmes hormonaux, car il faut aussi passer par une détox, mais 6 mois de traitement devrait suffire. Voici quelques informations complémentaires pour retrouver l’équilibre de votre système endocrinien.
          Certaines hormones lorsqu’elles sont synthétisées en excès favorisent la prise de poids et le stockage des nutriments dans l’organisme. Par exemple, c’est le cas de la ghréline. Son action antagoniste à celle de la leptine stimule la faim. En principe, son taux augmente progressivement avant le repas lorsque l’estomac est vide et diminue naturellement après la prise alimentaire. Chez les personnes en surpoids ou en cas de régime restrictif, la sécrétion de ghréline peut être profondément perturbée et induire des troubles du comportement alimentaire.
          De même, le cortisol est une hormone qui favorise l’hyperinsulinisme et le stockage excessif du sucre dans le tissu adipeux sous forme de triglycérides. Certaines études démontrent d’ailleurs que des taux de cortisol trop élevés pourraient être directement liés à une augmentation du tour de taille et de l’IMC (Indice de masse corporel). Une élévation du taux de cortisol peut être imputable à un état de stress exacerbé et chronique.
          Enfin, l’insuline est une des hormones dont le taux excessif est le plus dangereux pour la santé de l’organisme ainsi que pour la ligne. En effet, une sécrétion trop importante d’insuline est responsable à long terme de la résistance à l’insuline, de la fatigue du pancréas et de l’apparition du diabète de type 2. L’insuline stimule aussi le stockage du sucre sous forme de triglycérides dans le tissu adipeux et la prise de poids.
          Le système endocrinien est composé de glandes qui ne sont pas dotées de canaux et d’autres structures semblables. Le système endocrinien comprend les ovaires, les testicules, les glandes thyroïde, parathyroïdes et surrénales, l’hypophyse, l’épiphyse cérébrale, le pancréas ainsi que les cellules sécrétrices d’hormones situées dans le tube digestif, les reins, le cœur et le placenta. Les glandes endocrines sécrètent des substances chimiques appelées hormones, alors que les autres glandes de l’organisme produisent d’autres substances ou liquides; par exemple, les glandes lacrymales sécrètent les larmes, les glandes salivaires produisent la salive et les glandes sudoripares sécrètent la sueur.
          Le pancréas est un organe long et mince situé dans la partie supérieure gauche de l’abdomen. Il se trouve sous l’estomac, entre le foie et la rate. Le pancréas fait partie de l’appareil digestif et du système endocrinien. Le pancréas fabrique des enzymes qui sont libérées directement dans l’intestin grêle afin d’aider à digérer la nourriture. Il fabrique aussi des hormones qui aident à la digestion et qui contrôlent les taux sanguins du sucre (glucose), comme l’insuline. Les hormones sont fabriquées dans de petits groupes de cellules spécialisées appelés îlots pancréatiques. Cette partie du pancréas qui fabrique des hormones est appelée pancréas endocrine.
          Une substance peut perturber le fonctionnement normal du système endocrinien de trois façons : La substance peut imiter une hormone naturelle et se fixer sur le récepteur cellulaire. Le signal émis par la substance perturbatrice peut alors être plus fort que celui de l’hormone naturelle ou se manifester au « mauvais » moment.
          La substance peut se lier à un récepteur cellulaire, ce qui empêche la bonne hormone de se lier au récepteur. Le signal normal n’est pas émis et l’organisme ne réagit pas comme il le devrait.
          La substance peut gêner ou bloquer le mécanisme de production ou de régulation des hormones ou des récepteurs. Cette perturbation, ou entrave, survient seulement en présence de doses relativement importantes de la substance.
          Lorsque la substance perturbatrice stimule ou inhibe le système endocrinien, la quantité d’hormone produite peut être supérieure ou inférieure à la normale. Dans certains cas, même une dose infime du perturbateur endocrinien peut avoir un effet détectable. En outre, de petites quantités de diverses substances chimiques qui perturbent le système endocrinien peuvent avoir un effet cumulatif. Dans certains cas, les sous-produits peuvent avoir un effet plus nocif que la substance chimique d’origine.
          L’éventail des substances qui perturbent le système endocrinien est large et varié et il comprend des substances naturelles ou synthétiques. Des perturbateurs du système endocrinien présents dans l’environnement peuvent avoir des conséquences même à de très faibles concentrations.
          Nombre de végétaux et d’animaux produisent des substances qui agissent sur le système endocrinien. Bien que certaines de ces substances soient toxiques, elles peuvent avoir des effets bénéfiques dans quelques cas. Par exemple, certains « perturbateurs endocriniens » ont été utilisés dans la régulation des naissances (pilule anticonceptionnelle) et dans le traitement du cancer (corticostéroïdes), des troubles psychiatriques ou autres. Des concentrations anormalement élevées de substances naturelles, comme les hormones sexuelles ou les phytoestrogènes (substances végétales ayant des effets semblables à ceux de l’œstrogène), peuvent être présentes dans les déchets industriels, agricoles et municipaux. L’exposition à ces déchets peut provoquer des réactions chez l’être humain et la faune (poissons ou oiseaux).
          Des perturbateurs du système endocrinien sont présents également dans les substances chimiques synthétiques utilisées comme solvants industriels, les lubrifiants et leurs sous produits. Ces substances englobent les polychlorobiphényles (PCB), les polybromobiphényles (PBB) et les dioxines. Le bisphénol A (BPA) des plastiques, le dichlorodiphényltrichloroéthane (DDT) des pesticides, la vinclozoline des fongicides et le diéthylstilbestrol (DES) des agents pharmaceutiques sont d’autres exemples de perturbateurs endocriniens. Certains métaux, p. ex. le cadmium, le mercure, l’arsenic, le plomb, le manganèse et le zinc, perturbent également le système endocrinien.
          De nombreux produits de consommation comme les cosmétiques, les produits d’hygiène personnelle et les produits nettoyants (en particulier les produits parfumés) contiennent des mélanges complexes de substances chimiques qui ont des propriétés responsables d’une perturbation du système endocrinien.
          Les préoccupations les plus importantes et les plus documentées en matière de santé liées à l’exposition à des perturbateurs endocriniens concernent les effets sur le développement et les effets pour la reproduction. Certains des troubles qui ont été observés dans les études chez les animaux comprennent ce qui suit : oligospermie (faible quantité de spermatozoïdes), cancer des testicules et hyperplasie de la prostate chez les mâles adultes; adénocarcinome du vagin, troubles de l’ovulation, cancer du sein et fibromes utérins chez les femelles adultes. La perturbation des fonctions thyroïdiennes, l’obésité, le métabolisme osseux et le diabète sont également liés à une exposition à des perturbateurs endocriniens.
          Liste (non exhaustive) des perturbateurs endocriniens
          Il n’existe pas de liste des perturbateurs endocriniens à l’heure actuelle mais le ministère de la Santé a confié cette mission à l’Anses le 3 septembre 2019. Dans un communiqué, celui-ci annonce que dès 2020, une liste de perturbateurs endocriniens sera publiée et partagée avec les partenaires européens. Parmi les perturbateurs endocriniens dont on parle le plus :
          Alkyphénols
          BHA et BHT
          Bisphénol A (BPA)
          Cadmium
          Ignifuges bromés (PBDE)
          Mercure
          Parabènes
          Phtalates
          Plomb
          Téflon et composés perfluorés
          Triclosan
          Facteurs de contamination
          Certains perturbateurs endocriniens sont naturels alors que d’autres, présents dans les pesticides, les appareils électroniques, les produits d’hygiène personnelle et les cosmétiques, sont synthétiques. Certains additifs alimentaires ou contaminants présents dans l’alimentation sont également susceptibles de perturber le système endocrinien. En septembre 2019, le premier volet d’une étude baptisée ESTEBAN servant à mesurer la présence des perturbateurs endocriniens dans l’organisme a montré que tous les Français étaient contaminés à différentes échelles. Les niveaux d’imprégnation des enfants étant plus élevés que ceux des adultes.
          Phtalates, bisphénols, parabens : nous sommes tous contaminés !
          Savon, gel douche, emballage, jouet… Des polluants dangereux cachés dans les produits du quotidien sont présents dans l’organisme de tous les Français, surtout les enfants, annonce Santé publique France. Quelles sont les pires sources d’exposition ?
          • Aliments
          Les aliments peuvent contenir des perturbateurs endocriniens. Première source : les emballages alimentaires, notamment en matière plastique. Parmi eux, les phtalates. Ils peuvent migrer dans les aliments, notamment lors d’un passage au micro-onde. Il s’agit d’une substance classée cancérigène et reprotoxique (toxique pour les organes reproducteurs ou pour la descendance). Ils ont été interdits dans les jouets et les objets de puériculture, les dispositifs médicaux et les cosmétiques.
          Autre perturbateur endocrinien dans le plastique : le BPA, pour bisphénol A, un composé intéressant de par sa grande résistance et sa durabilité. Ce dernier a largement fait parlé de lui jusqu’en janvier 2015, date de son interdiction dans les contenants alimentaires et les tickets de caisse, après avoir déjà été banni des biberons en 2011. Les études scientifiques suspectent de plus en plus de liens entre bisphénol A et cancers du sein, maladies cardiovasculaires ou encore diabète et obésité. C’est son cousin, le bisphénol S, qui lui a emboîté le pas. Pourtant, celui-ci pourrait lui aussi affecter notre santé, et notamment le développement du système nerveux.
          Certains aliments eux-mêmes contiennent un polluant industriel fabriqué dans les années 1930 et utilisé comme isolant électrique, le PCB (pour polychlorobiphényles). C’est le cas notamment des poissons et autres produits de la pêche. Ils sont en plus forte quantité chez les poissons gras comme le saumon car les PCB se logent dans les graisses. Les poissons carnivores (truite, saumon, raie, sole…) contiennent également plus de PCB car ceux-ci s’accumulent au fur et à mesure de la chaîne alimentaire. Sur terre, les PCB présents dans le sol sont absorbés par les plantes et contaminent les herbivores (vache, chèvre, volaille…). Ils se retrouvent alors dans la viande, le lait et les œufs. Pourtant, les PCB ont été interdits dans l’industrie en 1987 mais leur très grande pérennité explique leur présence encore massive, causant des stérilités, des anomalies de croissance, des malformations chez les nouveau-nés et des dérèglements de la fonction immunitaire.
          Enfin, le soja, quant à lui, contient des isoflavones, des substances phyto-oestrogènes pouvant augmenter le risque de cancer du sein.
          • Cosmétiques
          Les déodorants, vernis, lingettes jetables, crèmes à raser, gels douche, shampoings ou encore produits de coloration pour les cheveux contiennent des perturbateurs endocriniens. On compte notamment les phtalates, composés qui modifient l’équilibre des hormones thyroïdiennes, sont toxiques pour le système nerveux et entraînent des problèmes de fertilité. Mais aussi des parabènes et des alkyphénols ou encore du triclosan qui est toxique pour le foie et les voies respiratoires.
          Parabens : Utilisés pour éviter le développement de nombreux champignons et bactéries et ainsi permettre à un produit de beauté ou d’hygiène de se conserver plusieurs mois après ouverture, les parabènes ont longtemps envahi les flacons. Il a été interdit dans les produits cosmétiques pour enfants de moins de 3 ans en 2011 par la Commission Européenne. Ce perturbateur endocrinien est suspecté d’avoir un effet proche des œstrogènes, une des hormones féminines, et donc de posséder un rôle dans certains cancers hormono-dépendant comme le cancer du sein. La fameuse inscription “sans parabène” ne signifie pas qu’il n’y a pas d’autres conservateurs toxiques. Il est en effet très souvent remplacé par le phénoxyéthanol, un autre composé au caractère allergène et potentiellement cancérogène.
          Voici la liste des produits naturels pour détoxifier votre métabolisme des métaux lourds ou de toute la surcharge chimique que notre corps accumule au quotidien.
          Le Lapacho permet d’éliminer les toxines, de stimuler le Système Immunitaire, de soulager l’asthme. Il est utilisé en phytothérapie. Le lapacho contient du potassium, du calcium, du fer, du baryum, du strontium et de l’iode, mais pas de caféine. Il contient aussi un puissant antibiotique, le lapachon. Quand les organes sont surchargés, il faut se détoxifier. C’est-à-dire quand la quantité de toxines est supérieure à la capacité d’élimination. Il devient alors indispensable de se débarrasser de tous ces déchets, pour cela le lapacho et le desmodium sont excellents. D’importance fondamentale, le nettoyage de notre terrain reste une des règles de base de l’hygiène de vie, chère aux naturothérapeutes. Indispensable en cas de problème physique, la cure de désintoxication est conseillée régulièrement à tous les changements de saison, en particulier à l’automne et au printemps. 5 organes-filtres, appelés émonctoires, se répartissent l’élimination de nos déchets et toxines, en fonction de leur composition : le foie, les intestins, les reins, les poumons et la peau.

          Les graines de papaye bio sont utilisées pour guérir les dommages au rein pendant le processus de filtrage. En mâchant des graines ou en les prenant en gélules, les produits chimiques médicinaux importants présents dans la graine atteignent directement la circulation sanguine et augmentent l’efficacité du traitement 50 fois.
          Il éradique facilement les toxines produites pendant le métabolisme dans tout le corps et excrète les toxines par l’urine. La carpaine est un alcaloïde présent dans les graines de papaye qui détoxifie les toxines en fabriquant un chélate facilement excrété.

          Véritables vecteurs de détoxification naturelle, certaines des molécules du thé vert en gélules agissent ainsi tels des pièges à l’encontre des radicaux libres et engendrent une diminution du stress oxydatif, principal responsable du vieillissement des cellules. Un autre élément à souligner est l’effet positif des composés chimiques amers et de polyphénols du thé sur le foie. Le thé vert ainsi que la poudre de thé vert Matcha ont un puissant effet detox sur le foie. En Chine, c’est une règle domestique ancestrale que chaque maison doit avoir un bon thé amer à disposition.

          Le Café Vert va permettre l’élimination de toutes les toxines, acides, produits chimiques, pesticides, métaux lourds et polluants, qui empêchent le bon fonctionnement des organes. Le Café Vert en gélules renforce très efficacement l’action des organes digestifs et éliminatifs importants pour la détoxination. Il améliore ainsi le fonctionnement des reins, des intestins, du foie, de la vessie, et de l’estomac, pour augmenter l’élimination des principaux produits néfastes. La poudre de Café Vert en gélules renforce très efficacement l’action des organes digestifs et éliminatifs importants pour la détoxination. Il améliore ainsi le fonctionnement des reins, des intestins, du foie, de la vessie, et de l’estomac, pour augmenter l’élimination des principaux produits chimiques toxiques.

          De plus vous devez aussi consommer au quotidien de la poudre de fruit de baobab Baomix car elle aide à favoriser la synthèse du collagène et donc la santé des vaisseaux sanguins. Le fruit du baobab contribue à une circulation sanguine normale dans le corps humain en aidant à conserver l’élasticité des vaisseaux sanguins, par cette action, il contribue aussi à détoxifier le corps. Afin de restaurer la flore intestinale et l’équilibre du système immunitaire, les probiotiques de la poudre de fruit de baobab revêtent une importance extrême. Ils sont essentiels si un enfant a connu une réaction indésirable à un vaccin (comme l’eczéma, les infections de l’oreille, l’arthrite, le diabète, les maladies gastro- intestinales, etc.).

          Le pissenlit est une plante médicinale très utile pour nettoyer l’organisme, puisqu’il purgera tout en éliminant les toxines accumulées par une mauvaise alimentation, de mauvaises habitudes, le sédentarisme, etc. Il sera tout particulièrement bien adapté aux personnes qui souffrent d’hypertension, de la goutte, de problèmes cutanés puisque le pissenlit contient, entre autres, des vitamines A, B et C, des acides foliques (ou B9), du fer et des tanins.

          Le Desmodium est une plante sauvage et vivace originaire d’Afrique de l’Ouest. Elle est également très répandue en Amérique latine, au Pacifique et dans les zones équatoriales humides. Il s’agit d’une plante grimpante qui s’enroule autour des troncs des cacaoyers ou des palmiers à huile.

          Le Desmodium a été introduit en France dans les années 1970 par les docteurs Pierre et Anne-Marie Tubéry. Les chercheurs se sont alors penchés sur les vertus intéressantes de la feuille. Ils ont mis en évidence que le Desmodium aidait à la protection du foie et à son bon drainage. Si vous ne souffrez pas d’une maladie hépatique, il peut s’avérer tout de même judicieux de donner un coup de fouet à votre foie. En effet, le ralentissement de son fonctionnement peut se manifester par une fatigue inhabituelle, parfois associée à une diminution d’appétit ou un inconfort digestif. Le Desmodium se prête alors parfaitement à un programme de détoxification car il stimule les fonctions de drainage hépatique. Ainsi débarrassé de ces toxines, votre foie pourra se remettre sereinement au travail.

          Grâce à tous ses micronutriments, ses antioxydants, mais aussi à sa concentration en chlorophylle et en acides aminés comme la méthionine, la feuille de moringa est idéale pour détoxifier les cellules de l’organisme sans perdre en nutriments. Pour rappel, la méthionine entre dans la composition des protéines et ne peut être obtenue que par l’alimentation. « Très répandu dans le monde végétal, ce pigment a des vertus considérables sur la purification de l’organisme, poursuit notre expert. La chlorophylle, qui donne aux végétaux leur belle couleur verte, favorise ainsi la détoxification des cellules de l’organisme et fait partie intégrante des cures détox. » Le moringa est aussi très riche en micronutriments. « La poudre de feuille renferme protéines, glucides et bons acides gras, notamment des oméga-3. Elle apporte aussi des vitamines (C, E et provitamine A), de nombreux minéraux (calcium, fer, potassium), des polyphénols et des fibres. »
          Aussi les graines de Moringa ont des actions dépolluantes. Elles sont même employées pour purifier l’eau dans certaines parties de l’Afrique. Présentes dans les formules de nombreux soins antipollution ou détoxifiants, elles ont la capacité de limiter l’adhérence des microparticules polluantes, de favoriser leur élimination, et de lutter contre les radicaux libres. Les graines de moringa en gélules doivent leur action dépolluante à une protéine connue pour éliminer les bactéries. En Afrique, elles sont même employées pour purifier l’eau. Cet actif est présent dans les formules de nombreux soins anti-pollution ou détoxifiants. Avec un triple objectif : limiter l’adhérence des microparticules polluantes, favoriser leur élimination (un peu comme un purificateur d’eau) et, enfin, lutter contre les radicaux libres.

          Appelée corossol, graviola, sapotille ou encore guanabana selon les pays, une seule et même plante se cache derrière ces appellations : l’Annona muricata, de la famille des Annonaceae. Toutes les parties de l’arbre sont utilisées : feuilles, fleurs racines, graines, fruits, écorce. Très prisée, la pulpe blanche de ses gros fruits hérissés d’excroissances, au goût de litchi, est consommée sous forme de jus de fruit, de smoothie, de beignets ou de sorbet. Le fruit du corossolier (l’arbre est parfois appelé Graviola ou Guanabana) est un aliment riche en vitamines, en minéraux, en acide aminés et en alcaloïdes. Il est également plein de glucides (surtout du fructose), ce qui en fait une source nutritionnelle très appréciée par les populations locales. Sa composition peut se décomposer ainsi (source) : protéines, de la vitamine C, glucides, fibres, magnésium, du potassium, de la vitamine B1, de la vitamine B2, du Fer, du Phosphore… Avec de tels éléments, le fruit est capable d’agir sur l’organisme de différentes façons : c’est un puissant diurétique, il joue un rôle dans la réduction de la tension, il aide à stabiliser le taux de sucre dans le sang, il agit comme un aliment detox en boostant les capacités du foie, il facilite le transit et agit comme un antispasmodique.

          Hippocrate (460 av J.-C. – 377 av. J.-C.) vantait déjà à cette époque les propriétés emménagogues de l’armoise. Cette plante du féminin a donc la particularité de favoriser l’arrivée des règles, d’harmoniser le flux sanguin ainsi que d’en faciliter l’écoulement. Par ailleurs, l’armoise aide également à la détoxification du foie, calmant de ce fait les inconforts liés à cette période particulière. L’armoise annuelle est une plante fabuleuse pour un travail de détoxification en profondeur. La décoction d’artemisia annua nettoie le système hépatique, les intestins et les reins.

          Aussi, le jeûne active un mécanisme de nettoyage et de recyclage cellulaire, appelé autophagie. Il permet en quelque sorte de se débarrasser des structures cellulaires non indispensables ou en mauvais état, ou encore infectées par des virus ou autres micro-organismes, et de les réutiliser à bon escient ou pour aider le corps à éliminer les agents infectieux.
          Le jeûne consiste en un arrêt total d’alimentation, avec maintien ou non d’une consommation d’eau.
          Le jeûne est sans doute l’une des plus anciennes approches d’autoguérison. Même dans la nature, les animaux cessent instinctivement de manger quand ils sont malades ou blessés. Le jeûne complet consiste à s’abstenir de tout aliment (solide et liquide), à l’exception de l’eau, pendant une période plus ou moins longue dans le but de reposer, détoxiquer et régénérer l’organisme.
          Cordialement
          L’équipe du laboratoire Biologiquement

  11. Cendrine :

    Bonjour
    Pouvez-vous m’aider s’il vous plaît ?
    Quelles plantes peut on prendre pour remonter les plaquettes, les globules rouges et blancs après une chimio ?
    Merci d’avance pour votre réponse

    • Biologiquement.com :

      Bonjour Cendrine,
      Les plaquettes sont de petites cellules qui sont fabriquées dans la moelle osseuse et qui circulent dans le sang. Elles sont également connues sous le nom de “thrombocytes”. À l’intérieur, elles possèdent de petits sacs, appelés “granules”, qui libèrent des produits chimiques qui attirent d’autres plaquettes sur le site de la blessure pour former ce qu’on appelle un “bouchon plaquettaire”.
      Lorsque la production de plaquettes diminue ou augmente de façon spectaculaire, ou que les plaquettes n’agissent pas comme elles le devraient, c’est là que les problèmes de santé surviennent. Cela conduit à ce que l’on appelle des troubles plaquettaires.
      Les plaquettes sont donc considérées comme des cellules qui jouent un rôle clé dans le contrôle des saignements et dont l’existence est donc vitale pour tous. La fonction principale des plaquettes sanguines est de stopper le saignement en facilitant le processus de coagulation et de régénérer les vaisseaux sanguins endommagés. Une thrombopénie (manque de plaquettes) se produit lorsque le corps ne fabrique pas suffisamment de plaquettes, les perd ou les détruit. Le taux normal de plaquettes oscille de 150.000 à 450.000, mais de nombreux mécanismes peuvent le faire diminuer et provoquer des hémorragies internes.
      Pour régénérer les plaquettes sanguines, nous pouvons utiliser divers produits naturels.
      Dans le cas d’une thrombopénie sévère ou d’un traitement chimique, dans un premier temps nous conseillons la consommation quotidienne de feuilles de Graviola corossol en gélules ou en poudre, de poudre de fruits de baobab (deux cuillères à café par jour), et des feuilles de Moringa bio en gélule ou en poudre.
      Aussi le Ginkgo biloba en gélules est un antibiotique naturel particulièrement puissant. “Une cure de Ginkgo biloba la semaine qui précède la chimiothérapie permettra de limiter les baisses de globules rouges, globules blancs et plaquettes, explique le Dr Ménat. Par ailleurs, les qualités du Ginkgo biloba sont très variables.”
      L’Aloe vera est une plante qui contient du calcium, du magnésium, du phosphore, du potassium, du zinc, du sodium, du cuivre, de la vitamine C et E et des vitamines du groupe B, entre autres.
      Dans la sphère populaire, on considère que l’aloe vera en gélules peut être un allié dans le soin de la santé cardiovasculaire et dans la promotion de la production de plaquettes.

      Enfin, accélérez votre capacité de guérison avec de la vitamine C acide L-ascorbique. Bien que la vitamine C n’augmente pas directement le nombre de plaquettes, elle favorise la capacité de guérison de votre corps, ce qui est important dans le cas d’un trouble hémorragique comme la thrombopénie. Consommez quotidiennement 1 cuillère à café de vitamine C acide L-ascorbique pour vous assurer que vos blessures guériront rapidement.
      Ces produits naturels vont vous aider à régénérer et à promouvoir la production de plaquettes dans le sang.
      Au plaisir de vous servir
      L’équipe du laboratoire biologiquement.com

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